"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

martedì 29 novembre 2016

NON POSSO FAR FINTA DI NIENTE

Ma visto che non ho le competenze per parlarne linko un articolo che mi è parso molto bello, è lungo, ma ne vale la pena.

OMAGGIO A FIDEL

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mercoledì 23 novembre 2016

EL BELET

Ovvero come pulire argento rame e ottone in modo naturale, o meglio, “alla vecchia maniera”.

Nelle case di una volta prima che in alluminio, per non parlar del moderno acciaio, le pentole, le padelle, i paioli, ed i tegami erano in rame o in ottone; occorreva quindi avere sempre sotto mano qualcosa di sempice ed efficace per tenerli lucidi e puliti.

Ecco cosa si usava e cosa io uso tuttora.

Procuratevi:
A) qualcosa di rame, di ottone o d’argento da pulire…
B) del sale fine
C) dell’aceto
D) della farina di mais (presumo che allo scopo potrebbe funzionare altrettanto bene la crusca, ma a “terre alte” si sa che la farina da polenta non mancava mai)IMG_5919a

Il vassoi in primo piano è d’ottone, si vede, ma il piatto arabescato che ha  affianco è talmente ossidato che non è facile intuirne il materiale.
E’ un bellissimo piatto antico, tutto bulinato in rame con gli arabeschi in argento, lo portò mio padre dal medio oriente sesant’anni fa, quando ci andava per lavoro. Vediamo se riusciamo a renderlo presentabile utilizzando el belet (il belletto).

Dunque in una ciotolina si mescolano la farina di mais ed il sale in parti uguali si aggiunge poi l’aceto e si fa una pastella densa.

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Ne ho messa poi un po’ sul piatto da pulire

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e la ho sparsa con le dita, dopo una decina di secondi ho cominciato a strofinare piano con una spugnetta

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Ed ecco che, dove c’era la pastella, rame e argento cominciano già a ritrovare il loro colore mentre il bordo rimane ancora scuro.
Infine ecco il piatto ripulito,

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Ed il vassoio di ottone bello lucido, pronto per il mio tè del pomeriggio.

IMG_5927Chi vuole venire a berlo con me?

P. S. c’è qualcuno che sa l’arabo e può dirmi che c’è scritto sul mio piatto di rame?

domenica 20 novembre 2016

CAMPO AUTUNNALE

Ovvero: buoni gli spinaci!20161109_140608_HDR

A lato del vecchio filare di viti, viti tanto anziane da essere intercalate con gli aceri campesti, c’è il campo degli spinaci.20161109_140513_HDRQuest’anno son venuti bene, ed è ora di cominciare a coglierli. Dureranno sino a fine inverno, con il freddo  le foglie più esterne ingialliranno un po’ e bisognerà scartare qualcosa, ma adesso…

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Da eliminare c’è solo la radichetta!

lunedì 24 ottobre 2016

AUTUNNO

Si raccoglie ancora qualcosa,

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Le piante estive non si rassegnano ancora al cambio di stagione

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e quelle autunno invernali non sono ancora pronte.

mercoledì 19 ottobre 2016

LE STAGIONI IN SCATOLA

Ovvero: altre perdite di tempo ed esperimenti fotografici con lo smartphone.

Riesco a perdere tempo anche nelle attività perditempo.
L’autunno scorso ho cominciato un altro dei miei disegni ad acquerello, bacche di rosa canina su una delle mie solite scatole da te.20161019_161232_HDR

(il telefono non va bene per fotografare disegni con colori morbidi e sfumati, guarda li, sembra fatto a pennarello )

Avevo già in mente cosa disegnare sulle altre facce, ma in mente è rimasto fino a qualche settimana fa; è che l’idea c’era, ma non ero moto convinta di riiuscire a realizzarla, quindi, secondo le migliori strategie di evitamento, ho procrastinato su per giù un anno.

Infine ho ripreso il pennellino in mano

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ed ho iniziato altri due lati, che ho pian piano completato. Sono di una lentezza esasperante e ora della fine del lavoro sono riuscita ad ascoltarmi un intero audiolibro su radio 3 ma infine ecco finite20161018_195913

la piena estate e la primavera.

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Rimaneva l’inverno che non sapevo da che parte prendere, non avevo la minima intenzione di impelagarmi a disegnar neve su un fondo bianco, e poi tutto era partito dalla faccia con le bacche che prevedeva solo collegamenti da un lato, dall’altra parte termminava li.

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Ho cominciato ad abbozzare dei rami scheletriti, lidea di lasciarli così (fatti i dovuti raccordi) non mi dispiaceva, ma poi mi sono fatta prendere la mano
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li ho ammorbiditi un po’ e ci ho inserito un accenno grigio con il forte dubbio di non riuscire ad andare oltre ed il timore di dover cancellare le tenui linee, il che senza fare pasticci è un vero casino. (Quelli sul lato destro non sono i peli di un pennello ma di una coda appartenente alla micia Vei che s’era messa a dormire in mezzo ai colori uscendone assai variopinta) 20161014_194228

Forse Vei la piccola killer attendeva la fine del disegno per provare a mangiarsi anche questa cinciarella; ieri mattina scendendo dal letto ho posato i piedi nudi su qualcosa di soffice, per fortuna con delicatezza visto che era un passero mangiucchiato (Bleaah).

Le dimensioni reali della scatola sono una via di mezzo tra quelle delle foto piccole e quelle delle immagini grandi, il lato della cincia per esempio è di 8 cm di larghezza. Il fatto che sia piccola è un vantaggio, si vedono meno i pasticci!

P.S. la prossima volta le foto le faccio con la EOS, promesso Winking smile